Regionali 2025: la polarizzazione online può frenare l’astensionismo?

22 Novembre 2025

Nell’ultima settimana non solo nei teatri, nei cinema e nelle piazze della Campania, della Puglia e del Veneto la politica si è presa quasi tutta la scena, ma anche online, con le piattaforme social a far da grancassa, post e articoli sulle elezioni regionali hanno polarizzato l’attenzione degli utenti.

La piazza digitale è stata letteralmente inondata dicontenuti elettorali pubblicati dai candidati, dai loro supporter, dai creator e influencer vari ingaggiati per l’occasione, dai leader di partito e da una vasta platea di rappresentanti istituzionali che si sono catapultati anima e corpo in questa campagna elettorale da Napoli a Lecce, così come da Padova a Salerno.
Una polarizzazione che ha interessato in modo trasversale tutti i social media e i siti web, tanto che da alcuni dati specifici è possibile misurarne l’intensità e la profondità e interrogarsi se e quanto il dibattito digitale sul tema delle elezioni regionali possa frenare poi l’astensione. La polarizzazione social è di aiuto nella conversione del follower in elettore?

Molto probabilmente l’hype social non far crescere la partecipazione ai seggi, ma è comunque una pre-condizione essenziale, soprattutto se ci fosse la possibilità di un voto digitale. Ma, questo, è un altro discorso che merita di essere affrontato in maniera più esaustiva in un’altra occasione. Intanto, utilizzando la parola chiave “elezioni”, associata di volta in volta al nome delle tre regioni (Campania, Puglia e Veneto), è possibile censire in rete unacrescita consistente delle menzioni digitali, a cominciare dallo scorso 15 novembre.
Le conversazioni con il passare dei giorni si sono ingrossate, in modo particolare quelle relative alla sfida campana, tra Edmondo Cirielli e Roberto Fico, dove a dispetto delle altre due contese in Puglia e Veneto, la distanza tra le due principali coalizioni sembrerebbe meno ampia di un mese fa, a inizio campagna elettorale. La ricerca, inoltre, ha messo in luce delle interessanti differenze socio-grafiche degli utenti.

Proprio in Campania, per citarne alcune, c’è la percentuale più ampia di pubblico femminile – pari al 30,1% degli utenti totali – che nell’ultimo mese si è ingaggiato in una discussione elettorale, mentre in Puglia la ricerca registra la percentuale più elevata – pari al 21,7% – di utenti dai 18 ai 24 anni. Eppure, tutta questa importante attenzione digitale, per diverse ragioni, non è indicativa di una frenata dell’astensione che nelle elezioni regionali in Calabria e Toscana è stata superiore al 50% degli aventi diritto. Una previsione che troverebbe conferma in almeno tre segnali: i numeri delle menzioni e citazioni digitali, sono ampi, ma non straordinari. Il dato di genere, inoltre, testimonia di un parlatopolitico-elettorale a un pubblico che per due terzi è confinato nell’universo maschile. Infine, la percentuale di utenti under 24 che parlano di elezioni, è «normale» rispetto al passato, a riprova che la politica – nonostante il 20% dei candidati abbia scelto come piattaforma TikTok – non riesce a convertire questo pubblico in elettori.

Foto: ilriformista.it